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La vita della Santa S. Lucia nacque a Siracusa tra il 280 e il 290 d.C. La madre Eutichia la istruì con amore nella religione cristiana. Collaborando con la Grazia di Dio, essa sviluppò e custodì la fede e le altre virtù cristiane infuse nell’animo della figlia dal sacramento del Battesimo. Lucia, consacratasi a Dio, ricusò le nozze terrene. Accusata come cristiana, Lucia venne processata e condannata a morte. Prima di morire sostenne, secondo la tradizione, il supplizio degli occhi. Subì il martirio in Siracusa il 13 dicembre del 304 d.C. Le reliquie Nel momento in cui Lucia rese lo spirito, dopo aver coraggiosamente subìto il martirio per il Suo amatissimo Gesù, il Suo Corpo fu deposto devotamente nello stesso luogo dove av eva affrontato il martirio e sul quale sorse una basilica in Suo onore per accogliere devoti e pellegrini. Nell'878 Siracusa fu invasa dai Saraceni che erano soliti distruggere ogni traccia di cristianesimo. I Siracusani nascosero il Corpo di S. Lucia in un luogo segreto per sottrarlo alla furia degli invasori. Nel 1039, il generale bizantino G. Maniace, come ricompensa per aver liberato Siracusa dagli Arabi, pretese il Corpo della Santa, e lo portò con sé a Costantinopoli insieme al Corpo di Sant'Agata, per farne dono all'imperatrice Teodora. Durante questa traslazione, stando a quanto è stato tramandato, il corpo sostò per qualche tempo presso la sorgente sita nella zona sud della foresta oritana, dove oggi sorge il paese di Erchie. L’anfratto sopra la sorgente, dove era stato nascosto il corpo della Santa Martire, prima divenne cappella e, verso la fine del 1700, fu costruito l’attuale chiesa del Santuario.
A Siracusa, la patria di Santa Lucia, rimasero solo le Sue Vesti che oggi si venerano nel Duomo della città: precisamente si tratta di una tunica, due scarpette e un velo, che molto probabilmente coincide con quello che coprì il capo di Lucia al momento della crudele decapitazione. Nel 1204, durante la quarta crociata, il doge Enrico Dandolo prelevò il Corpo di Santa Lucia da Costantinopoli e lo trasportò come prezioso bottino a Venezia, dove già era affermato il culto della Martire ed esisteva anche una chiesa a Lei dedicata. Giunto a Venezia, il Corpo di Santa Lucia fu sistemato nella chiesa di San Giorgio Maggiore, dove ogni anno il 13 dicembre si recavano moltitudini di pellegrini a rendergli omaggio. Nel 1280, per agevolare il flusso dei pellegrini, il Corpo di Lucia fu trasferito nella più centrale Chiesa dell'Annunziata. Nel 1313 fu finalmente consacrata una nuova chiesa dedicata a Santa Lucia, e vi fu sistemato anche il Suo Corpo. Nel 1860, a causa della demolizione della stessa chiesa in favore della costruzione della stazione ferroviaria "Santa Lucia", il Corpo della Santa fu traslato nella vicina chiesa di San Geremia, poi denominata chiesa dei Santi Geremia e Lucia, dove tuttora si venera. l Corpo è meravigliosamente incorrotto, nonostante le sconvolgenti peripezie della sua storia. Il corpo è integro e si presenta mummificato. Siracusa, la città natale di Lucia, ha ricevuto, nel 1988 dall’allora Patriarca Cè, alcune Sue Reliquie (l’omero del braccio sinistro della Santa e l’osso del palmo della mano) che sono oggetto di profonda venerazione e sono custodite gelosamente nel Duomo.
Santa Lucia ad Erchie La nascita del santuario si deve ai monaci Basiliani i quali, presi da curiosità e devozione, si spostarono a venerare le spoglie di S. Lucia che Maniace aveva lì deposte durante il viaggio verso Costantinopoli. Dopo che le reliquie ripresero il viaggio adibirono l’anfratto in Cappella affrescandola con immagini raffiguranti la Santa siracusana. Col passare degli anni la notizia dell’esistenza del luogo sacro si diffuse ed un numero crescente di fedeli si recò ad Hercle (antico nome di Erchie) per pregare Santa Lucia. I feudatari di Hercle, resisi conto dell’importanza che assumeva la Cappella, decisero di donare un quadro raffigurante la Martire. A causa di una delle inondazioni subite dalla Cappella il quadro fu trasportato dalla corrente; più tardi fu miracolosamente ritrovato da " … un vaccaro " che, portando al pascolo le mucche intorno alla Cappella, notò che spesso una mucca, allontanandosi dalla mandria, faceva perdere le sue tracce. Preso da curiosità, un giorno la volle seguire, e grande fu la sua meraviglia qua ndo la trovò che beveva con le ginocchia piegate accanto al quadro di S. Lucia. In seguito al prodigioso rinvenimento fu edificato un altare sul quale fu posto il dipinto ritrovato e in seguito costruita una cappella. Negli secoli la cappella è stata ampliata e rimaneggiata con la costruzione dell’odierna Chiesa di Santa Lucia. Il Vescovo di Oria Mons. Alberico Semeraro, accogliendo i desideri dei fedeli che sempre più numerosi visitavano la Cappella, la elevò a Santuario Diocesano in data 8 aprile 1953. Notevoli sono tuttora le testimonianze dei fedeli che ogni anno vengono in pellegrinaggio al Santuario, testimoniando i diversi fatti straordinari verificatisi agli occhi per l'intercessione della Santa, anche attraverso il contributo della stessa acqua sorgiva, rivelatasi miracolosa per gli occhi.
Santa Lucia si festeggia il 13 Dicembre (data in cui si rievoca il martirio di S. Lucia) ed il 2° giovedì dopo Pasqua.
I secolari pellegrinaggi della perdonanza primaverile di Santa Lucia cominciano il 2° giovedì dopo Pasqua, si intensificano durante i giovedì e le domeniche del periodo pasquale, intrecciandosi con le visite ad altri santuari vicini (S. Cosimo alla macchia ad Oria - 5° giovedì dopo Pasqua e Madonna della Croce a Francavilla Fontana - 6° giovedì dopo Pasqua o giorno dell'Ascensione) durante il periodo estivo e poi proseguono per quasi tutto l'anno. I pellegrini che qui giungono sono, in genere, dei comuni limitrofi, dei comuni del Basso Salento, del Barese e di ogni parte d'Italia e del mondo e arrivano da soli, in gruppi organizzati con macchine e con pullman ma anche in pellegrinaggio a piedi. Orari apertura Santuario dal 18 al 25 aprile Orari visita: tutti i giorni dalle 7.00 alle 23.00 Orari SS. Messe: ogni ora dalle 7.00 alle 19.00 I Sacerdoti che fossero interessati a concelebrare le SS Messe, sono pregati di contattarci: Tel 0831 763865
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Clicca qui per maggiori informazioni artistiche e storiche sul Santuario www.santaluciaerchie.it Orari apertura Santuario dal 26 aprile (orario estivo) Orari visita: tutti i giorni dalle 7.30 alle 12.00 e dalle ore 16.00 alle 20.00 Tel 0831 767112 Per approfondimenti sulla storia di Santa Lucia e di Erchie si consiglia di consultare i libri di Cosimo Vincenzo Morleo: “Erchie dalle origini ad oggi” e “Il Santuario di Santa Lucia In Erchie”. Presto sarà inoltre disponibile il libro “Santa Lucia da Siracusa ad Erchie”.
Santa Lucia a Siracusa Siracusa è la città natale e del martirio della Santa. La festa della Santa patrona Lucia è l'evento più atteso del sentimento e del folclore religioso a Siracusa. Viene celebrata il 13 dicembre, data che rievoca il martirio di Lucia. In tale ricorrenza la città espone ricchi drappi e tappeti ai balconi dei suoi palazzi e si illumina di ceri per onorare la solenne processione della statua d'argento della Santa che custodisce alcuni frammenti delle reliqu ie. L'imponente processione accompagna il simulacro lungo il tradizionale percorso dalla bellissima Cattedrale alla Basilica di Santa Lucia al Sepolcro, dove rimane esposta. Il 20 Dicembre la festa si conclude con il rientro della statua alla Cattedrale portata in spalla dai "berretti verdi" della confraternita dei falegnami. La Basilica di S. Lucia risale al VI secolo e sorge, secondo la tradizione, sul luogo dove la Santa, patrona di Siracusa, subì nel 304 il martirio. Riedificata nel periodo normanno e rimaneggiata nel 1600, conserva il portale, le absidi ed un rosone del XII secolo. Da segn alare due Crocifissi su tavola di cui uno del '400 ed uno del '200 ed il "Seppellimento di S. lucia" del 1609 ad opera del Caravaggio. Sotto la chiesa si estendono le Catacombe di S. Lucia, oggi purtroppo chiuse al pubblico. La parte più antica risale al III secolo; in queste catacombe sono conservati affreschi di età bizantina e di età tardo-medioevale. Il complesso ha un vasto sviluppo che si articola su ben tre piani per un uso cimiteriale e cultuale e presenta numerosi ampliamenti e modifiche risalenti ai periodi bizantino e normanno. Una traccia notevole dell'età bizantina si ha grazie a un sacello dell'VIII-IX secolo grandiosamente affrescato con la rappresentazione dei 40 martiri di Sebaste. Qui sono conservati frammenti delle ossa nella grande statua processionale di Santa Lucia e possiamo trovarvi anche la veste e le scarpe della Santa.
Santa Lucia a Venezia Una delle chiese più importanti per quanto riguarda il culto di Santa Lucia è la chiesa di Venezia dedicata ai Santi Geremia e Lucia. Qui è conservata in un'urna di cristallo la reliquia del corpo di S. Lucia. La chiesa è meta di continui pellegrinaggi di fedeli che, da ogni parte del mondo, portano la loro venerazione alla Santa. Le spoglie della Santa vennero portate qui nel 1861, quando la chiesa palladiana di Santa Lucia venne abbattuta per dar spazio alla stazione ferroviaria di Venezia che ne conserva tuttora il nome, per essere poi conservate nella teca attuale dall'11 luglio 1863. Nel 1955 l'allora Patriarca di Venezia Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, fece porre una maschera d'argento sul volto, per proteggerlo dalla polvere. La chiesa si affaccia sul Canal Grande: da lì possiamo leggere l'iscrizione: "Lucia vergine di Siracusa in questo tempio riposa. All'Italia ed al mondo ispiri luce e pace".
Santa Lucia nel Mondo
Il culto La leggenda di Lucia nasce dal suo nome che - dalla sua radice latina lux, lucis - fa riferimento alla luce e venne via via a significare segno e promessa di luce spirituale: per questo Santa Lucia è la Patrona dei ciechi e degli oculisti, invocata per la protezione della vista e nelle malattie degli occhi. Fin dall’antichità il suo culto si è diffuso universalmente e si è tramandato sino ad oggi. La testimonianza più antica è un’epigrafe marmorea in greco risalente al IV sec., rinvenuta nel 1894 nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma. Tra i suoi devoti vi sono pure S. Caterina da Siena, S. Leone Magno, S. Ambrogio. Anche il grande poeta Dante la elogiò nella Divina Commedia; nel Convivio afferma che aveva subìto in gioventù una lunga e pericolosa alterazione agli occhi a causa delle prolungate letture, ottenendone poi la guarigione per intercessione di S. Lucia. Gratitudine, speranza e ammirazione indussero quindi il sommo poeta ad attribuirLe un ruolo fondamentale non soltanto nella sua vicenda personale ma anche, allegoricamente e simbolicamente, in quella dell’umanità intera nel suo viaggio oltremondano descritto nella Divina Commedia. In tutto il mondo le sono dedicate numerose chiese, si venerano sue reliquie, vi si ispirano opere d’arte.
Le tradizioni
Italia Nel nord Italia, come in altre parti del mondo, è popolarissima la tradizione di S.Lucia che ogni anno porta i doni natalizi ai bambini. Svezia
Il 13 dicembre, al solstizio di inverno, in tutta la Svezia si celebra la Festa di Santa Lucia. La festa dedicata alla Santa risale ad un’antica tradizione medievale. Questa data indicava la notte più lunga dell'anno e in questa occasione era abitudine dare a persone ed animali qualche cosa in più da mangiare. In tutte le famiglie svedesi si festeggia la mattina di Santa Lucia e di solito è la figlia maggiore che si veste con una tunica bianca cinta da una fascia rossa e offre dolci a tutta la famiglia. Ogni paese sceglie una fanciulla, vestita di bianco, che reca sul capo una corona con 7 candele accese e viene accompagnata da un corteo di damigelle (a volte anche ragazzi) vestite di bianco. Lucia distribuisce caffè e biscotti natalizi oppure vino caldo speziato e si cantano ritornelli tradizionali. Durante il periodo natalizio le case vengono addobbate con decorazioni fatte con la paglia, con fiori di solito rossi e con dolcetti speziati che poi vengono appesi. |